BARBADORO . . . di tutto e di più 

C'è Barbanera: Pirata inglese (XVII sec.), Almanacco popolare italiano.

C'è Barbarossa: Federico I Hohenstaufen (1122-1190) Imperatore e Re di Germania e d'Italia.

C'è Barbablu: fiaba di Charles Perrault (XVII secolo)


ZODIACANDO. . .

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DOMENICA GIORNO DEDICATO AL SOLE
Chi è nato di Domenica sarà un uomo in carne
e robusto, di carnagione pallida e gradevole.
Sarà un amabile conversatore, amerà Dio, sarà riverente e disposto a beneficare anche gli altri
dei propri guadagni; sarà piuttosto vanitoso.
Non trarrà molta sostanza dal patrimonio paterno
e materno. (Dall'Almanacco di A. Zuan, sec. XV)

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LEONE
Poco nota è l'importanza dei pianeti che dominano
i segni zodiacali e che hanno benefici influssi
su particolari organi e funzioni del corpo umano.
Il Sole governa cuore, sangue, vista


Il Leone deve aver cura di cuore e plesso solare.


HELIOS
Elio, divinità della mitologia greca, era il dio
del Sole. Il dio viene normalmente rappresentato alla guida del carro del sole, tirato da cavalli che soffiano fuoco dalle narici.
Il carro trainava il sole nel cielo, da est a ovest. Questa sua attività gli permetteva di assistere
a ogni avvenimento del mondo.
Era il padre della maga Circe.


321 d.C.
L'imperatore Costantino decretò che
il VII giorno della settimana, il Dies Solis,
diventasse il giorno del riposo:
"Nel venerabile giorno del Sole, si riposino
i magistrati e gli abitanti delle città,
e si lascino chiusi tutti i negozi.
Nelle campagne, però, la gente sia libera
legalmente di continuare il proprio lavoro,
perché spesso capita che non si possa rimandare
la mietitura del grano o la semina delle vigne;
sia così, per timore che negando il momento
giusto per tali lavori, vada perduto il momento opportuno, stabilito dal cielo".

(dal Codice Giustiniano)

 

clic sulle copertine 

e sulle bandiere

Tutto inizia con una bellissima Lettera d'Oro, poi venne un Alveare d'Oro con una splendida favola.


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Felicità

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Abbondanza

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Dignità

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Ambizione

DIGNITÀ
Donna con un grandissimo sasso, ornato d’oro e di gemme, che le pesa sulle spalle. Ci vuole dire che gli onori non sono altro che pesi e carichi: felice è colui che sa portarli senza danneggiarsi la schiena e le ossa.

L'ALVEARE D'ORO
ABBONDANZA, ACCIDIA, ADULAZIONE, AMBIZIONE, AMOR DI PATRIA, ARTIFICIO, AVARIZIA, BELLEZZA, BUGIA, CASTIGO, CHIAREZZA, COMMERCIO DELLA VITA UMANA, CORREZIONE, DAZIO O GABELLA, DIGNITÀ, DISPREZZO DEI PIACERI, DISTINZIONE TRA BENE E MALE, DOMINIO DI SÈ STESSO, ERRORE, ETERNITÀ ,ETICA, FELICITÀ,  PUBBLICA, FORZA SOTTOMESSA ALLA GIUSTIZIA, FRODE, FURTO, GIUDIZIO, GIUSTIZIA, GLORIA NEI PRINCIPI, GLORIA, INGANNO, INGIUSTIZIA, INGORDIGIA, IPOCRISIA, LUSSURIA, MEDITAZIONE, PARSIMONIA, PERFEZIONE, PRELATO, SANITÀ, SAPIENZA,  DIVINA SAPIENZA,  UMANA SAPIENZA, STORIA, TEMPERANZA, VERGOGNA, HONESTA ,VIRTÙ, ZELO. Poi ci sono le api che...

MEDITANDO . . .

EMLEMATA · ANDREA ALCIATO
Il silenzio


Lo stolto, se tace, in nulla è diverso dai saggi:
spia della sua stoltezza gli sono la lingua e la voce.
Perciò tenga chiuse le labbra, e segni col dito il silenzio:
e si trasformi in Arpocrate, quello di Faro, in Egitto.

__________________________

Divinità greco-egizia preposta al silenzio.
Venne adottato anche dai greci e dai romani,
con il dito alla bocca e avvolto da un mantello
cosparso di occhi e di orecchi.


NOVITA' 

clic sulla copertina


 

FUOCO . . . FUOCHINO . . . FUOCHERELLO

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Che ora è? Nell'illustrazione è nascosta una cifra. (Il prossimo mese la soluzione)



FLORIS: I FIORI PARLANTI

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BIANCO 
Buona fede · Innocenza · Candore · Purezza

I preti dei tempi antichi, dagli Egizi, gli Ebrei,
i Greci e i Romani, portavano tuniche bianche,
per mostrare la purezza dei costumi che il loro sacro dovere e la loro missione gli imponeva.
È ancora oggi il colore adottato dai capi d
ella chiesa cattolica, soprattutto dal Pontefice.
Il bianco è sempre stato e sempre sarà la parure più
ricercata dalle giovani vergini, che come sappiamo veniva indossata per il primo dovere della religione: la comunione.
Quel giorno tutte le fanciulle vestivano di bianco, simbolo della purezza della loro anima. Nell’antichità, il bianco era considerato come
un segno di fede e lo si indossava durante le feste.
I Greci e i Romani, che da molto tempo portavano
il lutto con il nero, lo portarono in bianco nell’era degli imperatori.
A Roma, quando un giovane ambizioso aspirava
ad alte cariche, si abbigliava con una veste bianca per presentarsi al popolo e al senato: da questo deriva infatti il nome di "candidato".





Meglio andare su Facebook . . .

 




. . . o andare in Piazza Duomo?


IT. Da Roma Antica a Garibaldi

Agli inizi del Novecento, Paolo Giudici scrisse una monumentale "Storia d’Italia", un vero romanzo storico
e concludeva così:
“... Nello scriverla ho tenuto presente che questa storia dovrà esser letta dal popolo e perciò - pur tenendo conto della critica - ho creduto necessario che l’esposizione fosse facile e piacevole, non fossero trascu­rati gli aneddoti e venisse dato sufficiente rilievo a episodi e figure. I lettori giudicheranno…”.
Tancredi Scarpelli la illustrò.
Alvearedoro, ogni mese, ne ripropone alcuni passi (con qualche piccolo ritocco al lessico) con lo scopo
di non dimenticare l'inizio della “Storia” del Mondo”; si comincia da. . .  

LE ORIGINI DI ROMA (LA LEGGENDA)
Troia, dopo un assedio di dieci anni, per l’inganno dell’astuto Ulisse, cade in potere dei Greci. Le tenebre della notte sono rotte dal bagliore degli incendi; la città echeggia delle grida dei combattenti, dello strepito delle armi… (leggi tutto)

008 ROMOLO E REMOjpgROMOLO E REMO

Secondo alcuni scrittori, Enea ebbe un solo figlio, Ascanio, da cui nacque Silvio; secondo altri, due: Ascanio il primo, nato in Asia da Creusa, Silvio
il secondo, nato in Italia da Lavinia, dopo la morte del padre e cosi chiamato dal luogo dove venne partorito. Ascanio regnò trent’anni . . . 

Leggi tutto . . .

016 RATTO SABINEjpgIL RATTO DELLE SABINE

Costruite le mura della nuova città, Romolo chiamato il popolo a parlamento, domandò
quale forma di governo si dovesse adottare.
Per amore della tradizione albana fu scelta
la monarchica e fu eletto re; ma volle prima consultare la divinità e un mattino . . .  

Leggi tutto . . .

 




Le favole:

perle di saggezza.


 

IT. Da Milano Centrale a . . .


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ITALIA. Terre di Lombardia, fiumi e laghi.
Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, MILANO, Monza, Pavia, Sondrio e Varese.
Po, Ticino, Adda, Oglio, Mincio, Olona, Lambro, Brembo, Secchia, Sesia.
Lago di: Como, Garda, Iseo, Maggiore.

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La STAZIONE CENTRALE  inaugurata nel 1864 dal Re d'Italia Vittorio Emanuele II fu abbattuta nel 1932.

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Antichi costumi di Francia (editi da Fernet Branca)

EUROPA. Francia

La capitale è Parigi. I suoi confini sono costituiti dall’oceano Atlantico, dal mare Mediterraneo,
dal Reno, dalle Alpi e dai Pirenei. I fiumi principali sono: Loira, Senna, Rodano, Mosella, Marna. Pirenei, Alpi, Vosgi e Massiccio Centrale costituiscono i rilievi montuosi.                  
Per numero di abitanti è seconda solo alla Germania.
Meraviglie d’arte come il Museo del Louvre
e la celebrata ‘Gioconda’, la torre Eiffel,
i castelli della Loira, la Provenza, la Costa Azzurra.
Ha dato alla storia personaggi come
Carlo Magno, Luigi XIV, Napoleone, Pasteur,
Victor Hugo, Alexandre Dumas, Henri Matisse.

"Honi soit qui mal y pense"
(Sia svergognato colui che pensa male!)
E' il motto in lingua francese per il famoso Ordine cavalleresco della Giarrettiera" che circonda
lo scudo della stemma reale. . . del Regno Unito.
 
 

PARIGI.  Le Petit Palais e la Torre Eiffel qualche anno fa . . .


 

PAVIA e le sue terre. Oltrepò Pavese, Lomellina: vino, salame, riso e risotti. 

Le Guide internazionali (giuste), eccole qui!


LA "VITA MERAVIGLIOSA"

Negli anni '60 la formazione culturale in Italia avveniva, anche tramite la divulgazione delle Enciclopedie che venivano proposte a dispense, non c'era famiglia che non ne possedesse una.
"Vita Meravigliosa" era una di queste. 

Abbiamo selezionato alcune pagine dove l'informazione storica è un piacevole racconto (non esistevano fotografie ma prestigiosi illustratori dalle mani d'oro e una fantasia ineguagliabile).


Benvenuto Cellini (1500-1571), un italiano del Cinquecento

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«Messer Michelagnolo, que­sto è uno dei mei fi­glioli: piccolo com'è, dise­gna a meraviglia, e mi sa­rebbe caro che gl'insegnaste un po' dell'arte vostra. In verità, suona così bene il pif­fero che vorrei farne un musico; ma tant'è, la sua mania è di scolpire e im­brattar fogli».
Fu così che Benvenuto Cellini entrò nella bottega di Mastro Michelagnolo Ban­dinelli e cominciò a lavo­rare
di bulino e a incasto­nare gemme. A poco a poco si impratichì in ogni segre­to del mestiere: nessuno in Firenze aveva l'occhio tanto sicuro nel pesar zaffiri o smeraldi, nè la mano così lieve a trattar l'oro come quell'adolescente dallo sguardo fiero e dall'ingegno af­filato come una spada. Ma come era agile di mente, così lo era di lingua e di mano: il suo pugnale saltava dal fodero per un nonnulla, per un'occhiata o per una frase di scherno, sì che, com'era da aspettarsi, un giorno sollevò un tal putiferio di grida e di bastonate che fu costretto, per scampar la galera, a fuggirsene da Fi­renze.

Eccolo a Roma, appena ventitreenne, alla corte di Papa Clemente VII che richiamava artisti e letterati
di tutta Italia: e anche Benvenuto Cellini ottenne la prima commissione e fabbricò un paio di gioielli che suscitarono infiniti applausi e un vespaio di invidie. Da astuto fiorentino, egli si destreggiava abilmente fra Signori arroganti e vendica­tivi e colleghi subdoli o per­malosi: si intrufolava negli intrighi e nei pettegolezzi di corte, si fece amico di pit­tori come Giulio Romano, Sebastiano del Piombo, con i quali gironzolava notte
e giorno per la città, banchet­tando e duellando.

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Intanto, Ia guerra scop­piata fra Francia e Spa­gna, dopo aver devastato l'Italia, si avvicinava a Ro­ma.
Una mattina l'allarme si diffuse improvviso: "son qui, sono sotto le mura, so­no entrati!"

Tutto il popolo si armò: già le prime schie­re di lanzichenecchi irrom­pevano per le strade, avide di bottino, Benvenuto si fece largo nella folla che fuggiva, si unì a un gruppo di armati e con essi riparò a Castel Sant'Angelo, sparando come un demo­nio (a sentir lui, una sua archibugiata uccise il Con­nestabile di Borbone, comandante degli invasori).

L'assedio durò circa un mese: e durante questo tem­po il bombardiere Benvenuto Cellini fulminava le trincee nemiche con le sue "colubrine" e i suoi "fal­conetti" piazzati sulle torri di Castel Sant'Angelo: ma, in gran segreto, si occupava anche di fondere in lin­gotti l'oro del tesoro pontificio per poterlo nascon­dere (1527). Come Dio volle, anche i lanzichenecchi se ne anda­rono, dopo aver messo a sacco la città, e Benvenuto, smesso il rude mestiere delle armi, tornò a cesellar vasi e a coniar monete in quella sua bottega che era ormai la prima d'Italia.

Vivere fra i potenti, capaci per una calunnia o per un piccolo rancore di far pugnalare o avvelenare un uomo, non era facile a quell'epoca: Benvenuto si era creato dei nemici e questi tanto soffiarono negli orec­chi di Papa Paolo III (succeduto a Clemente VII) che un bel giorno l'orefice si vide preso da una sbir­raglia armata e gettato in prigione, sotto l'accusa di aver rubato oro e gioielli pontifici durante il sacco di Roma. Ed eccolo chiuso in una cella di Castel Sant'Angelo, con l'unica compagnia delle guardie e di un castellano squilibirato che a tratti era convinto di essere un pipi­strello: Benvenuto urlava, minacciava, protestava la sua innocenza, ma l'unico risultato che ottenne fu quel­lo di essere sorvegliato ancora più strettamente. 


 
 



La Guida all'Abbazia 

più bella del mondo, 

per chi legge in:

italiano

inglese

spagnolo

francese.

In un solo eBook!


A poco a poco, si fece strada nella sua mente e prese forma il progetto di evasione. Con un paio di tenaglie rubate a un inserviente, svelse, uno dopo l'altro, i chiodi della sua porta e ne imitò le capocchie sporgenti con cera e limatura di ferro: e una notte, conficcata l'ultima borchia, annodò una al­l'altra delle strisce di tela ricavate da grosse lenzuola, aprì pian piano l'uscio con l'aiuto di una daga e scivolò lungo i corridoi oscuri
e deserti. Il muro di cinta era altissimo; il fuggitivo si aggrappò alla sua corda, chiuse gli occhi e si lasciò scivolare giù. Naturalmente l'evaso fu ripreso e gettato di nuovo in carcere, con gran gioia del castellano pazzo che lo rinchiuse nella cella più umida; e qui egli languì molti mesi, lottando contro la malattia e la tristezsa, maltrat­tato dai guardiani e in costante pericolo di morte (si tentò infatti di ucciderlo dandogli
da mangiare un dia­mante triturato).

Finalmente venne il momento della liberazione; e Benvenuto, stanco delle angherie e dei tradimenti delle corti italiane, se ne andò in Francia a chiedere lavoro al re Francesco I. Accolto da par suo, con una grossa provvigione e una casa propria, il nostro valentuomo si sentì finalmente apprezzato come meritava e si diede a gettare statue d'argento e a montare rubini e bril­lanti, con una foga inusitata. Anche qui non manca­rono avventure, colpi di spada e bastonate. Per fortuna, il re, uomo gioviale e ardito, chiudeva un occhio sulle sue scappate e si esaltava invece davanti alle sue opere; è di quest'epoca la famosa saliera d'oro, di pre­gio inestimabile, che si conserva a Parigi.

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Una delle innumerevoli liti di Benvenuto: in viaggio, ammazza con un'archibugiata un mastro di posta
ferisce altri due uomini, riuscendo poi a fuggire.


Com'era naturale, con la sua superbia, (d'altronde ben giustificata), il nostro focoso artista si andava creando a poco a poco un ambiente ostile, sia a corte che fra i suoi colleghi di mestiere; e un po' per que­sto, un po' per la nostalgia del suo paese, dopo qual­che anno se ne tornò a Firenze, presso il duca Cosimo
de' Medici. Qui, intendeva dar mano alla sua opera più impegnativa, che già da tempo vagheggiava, e cioè
a una statua di Perseo da porre sotto la Loggia dei Lanzi, nella maggior piazza della città.
Giunto il gran giorno della fusione, l'agitazione gli mise addosso una gran febbre; per cui, allestita ogni cosa e lasciata la cura del fuoco agli aiutanti, egli si andò a gettare un po' sul letto. Mentre giaceva così,
divorato dall'ansia e dal male ecco entrare nella sua stanza un ometto tutto storto, che sem­brava uscito
da un incubo, che gli annunciò con una vocetta stridula: "O Benvenuto! La tua opera è guasta e non c'è più rimedio". Come percosso da una frustata, l'artista balzò dal letto, si vestì di furia e si precipitò alla fornace dove trovò il fuoco mezzo spento, un gran fumo e tutti i suoi uomini allibiti intorno al calderone dove il me­tallo andava coagulandosi.
Benvenuto sembrava un de­monio: fece riattizzare le fiamme, prese tutti i suoi piatti di stagno e li gettò
nella caldaia per diluire il metallo, finchè, con un gran boato, il coperchio del forno saltò in aria e il bronzo colò, fluido e lucente, a riempire lo stampo.

Fu questa, del Perseo, l'ultima grande fatica del nostro eroe, l'ultima almeno di cui egli ci parli nelle sue memorie: ma di tutta quella sua meravigliosa pro­duzione a noi resta, purtroppo, ben poco. Rimane, nella prosa più arguta e scintillante che si possa immaginare, la sua autobiografia, scritta verso i sessant'anni, testimone attualissima di un'epoca tra le più splendenti della storia d'Italia e del genio ir­ruente di quell'artista incomparabile.

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Usi Twitter? Perchè. . . 



non me lo dici in faccia!


CIGARETTE CARDS . . .

Una volta esistevano le "Cigarettes Card", acquistando un pacchetto di alcune marche di sigarette si trovava all'interno una figurina, al profumo di tabacco. (dalla serie "Lo sai che"...)

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I colori del tramonto
Quando il sole sembra sprofondare all’orizzonte,
i suoi raggi attraversano strati d’aria pieni di sottili particelle d’acqua e polvere.
Il colore della sua luce passa gradualmente dal giallo all’arancione, al rosso e al cremisi. Questi stupendi colori sono provocati dalla riflessione e dispersione dei raggi del sole da parte delle molecole nell’aria
e dagli innumerevoli atomi di polvere e vapore che sono sospesi nella nostra atmosfera. Le particelle più grandi estinguono i corti raggi blu e trasmettono i raggi più lunghi e rifrangibili, quelli gialli, arancione e rosso.
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L’arcobaleno
L’arcobaleno è provocato dai raggi del sole
che trapassano le gocce d’acqua nell’atmosfera.
L’arco è formato dai raggi che assumono tutta
la gamma dei colori. L’arco adotta poi la forma
di archi concentrici e circolari. Il centro di questi archi si trova sulla linea che va dall’occhio dell’osservatore al sole. I colore è rosso all’esterno, cambiando gradualmente all’arancione, giallo, verde, blu e viola verso l’interno.

SACRIFICIO DI NOÈ • DIO MANDA L’ARCO BALENO


Dio aggiunse: “Quando io accumulerò nubi sopra la terra,
apparirà l’arcobaleno e io mi ricorderò della promessa fatta per voi
e per tutti i viventi, a qualunque specie appartengano:
le acque non scateneranno più il diluvio
e non distruggerò mai più ogni vivente.
Vedrò apparire l’arcobaleno nelle nubi e non dimenticherò
il patto stabilito per sempre tra me
e tutti gli esseri viventi nel mondo, di ogni specie”.

PENTATEUCO - GENESI


C’è cattivo tempo quando...
L’orizzonte è ricoperto di vapori rossastri a levante, che nascondono i raggi del sole.
Il disco solare brilla di luce pallida o è rossastro.
Il cielo a levante è pallido: i raggi solari che si rifrangono nello spessore delle nubi (temporale in arrivo).
(Levante: sinonimo di est, oriente)


 

Biancaneve


Cenerentola


la Bella Addormentata

sono tutte insieme!

Pinocchio 


Animali Domestici


Cappuccetto Rosso

imperdibile!


 
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SAMUEL MORSE

Il telegrafo elettrico
Il professore Morse nacque nel 1791 a Charleston (USA). Nel 1842, mandò segnali attraverso il fiume Susquhanna senza allacciamenti metallici di alcun genere. Arrivò alla conclusione che se i cavi erano abbastanza lunghi e le piastre abbastanza larghe,
i messaggi potevano essere trasmessi su qualsiasi distanza.
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GUGLIELMO MARCONI                                            

Il telegrafo senza fili
Nacque a Bologna, nel 1875. Solo nel 1901
a Newfoundland, grazie a un’aquilone, un lungo cavo, un delicato tubo pieno di minuscole particelle di metallo e una cornetta telefonica, riuscì a sentire segnali trasmessi dalla lontana Cornovaglia
dai suoi colleghi.
Nessun cavo connetteva Poldhu, la stazione della Cornovaglia e la postazione di Marconi in Italia.

 




Non è un eBook sull'azienda

ma sul far bene...




... di grandi uomini che 

hanno fatto grande l'Italia. 

Li conosci?



 
 

ZOOROLANDIA

A. LEONE: mangia in un giorno il corrispettivo di 70 hamburger. 
B. LEONESSA: la gravidanza dura circa 3 mesi.
C. TIGRE: lunghezza del corpo circa 3 m (coda lunga 90 cm).  
D. GHEPARDO: può raggiungere 100-120 km/h e li può mantenere per circa 400-500 metri.






Uno zoo in casa?





. . . Adesso c'è!

Strano ma vero.



A L V E A R E D O R O . I T